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    TUTTI I SANTI DEL CALENDARIO
    Tutti i santi del calendario (2010, DVD, colore, sonoro, 20 min. 34 sec.) é il primo video che ho prodotto attenendomi alla progettualità di Accantando. Non è un video girato con una videocamera, ma é il risultato dell'Accantando dinamizzato di circa trentamila immagini originate dall'utilizzo e dalla casuale ripetizione di oltre undicimila foto scaricate da siti Internet.

    Il video si compone di una parte visiva immensamente ricca di immagini, la cui percezione é resa assai difficile dal loro rapidissimo susseguirsi (25 differenti immagini al secondo), e di una parte sonora in cui Corrado, un bambino di dieci anni, legge i nomi di tutti i santi, o delle ricorrenze religiose, presenti in un calendario del 2010.

    La ragione che mi ha spinto a realizzare questo video risiede essenzialmente nel desiderio di rendere manifeste e di far interagire due culture, diacroniche ed antitetiche, da me vissute: quella contadina e quella delle immagini. A tal fine il video, intrecciando lo sguardo sul passato e sul presente, instaura una riflessione sugli umani cicli di vita che, supportati da idee e valori talvolta in forte contrasto, caratterizzano le epoche della Storia umana.

    Negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando ero bambino, ho vissuto l'epilogo della cultura contadina, le cui frange residuali della sua millenaria esistenza, erano ancora presenti nel tessuto sociale. In quegli anni a Cassolnovo (PV), il paese in cui abitavo, alcuni anziani contadini usavano ancora nel lavoro dei campi le mucche, i buoi, e i cavalli.

    Di quel mondo agonizzante ricordo gli ancestrali valori; due in particolare che sono oggetto della parte sonora del video: la devozione ai santi e la grande rilevanza delle festività religiose, non solo per ciò che atteneva strettamente la fede, ma anche per le scansioni temporali che la vita contadina ne traeva.

    Successivamente ho vissuto, e vivo, le fasi espansive della cultura delle immagini che si è dilatata con uno sviluppo prodigioso, esemplificato dal convulso dato visivo del video, nel quale le apparenze si susseguono con una velocità tale da impedirne la percezione.

    Dal video si evincono almeno due riflessioni che generano una perentoria domanda. La straordinaria abbondanza di immagini che ci pervade, ci condurrà ad una deprecabile cecità da abbagliamento da ipervisione, oppure stiamo solo vivendo l'ennesima tappa dell'incessante processo di adattamento antropologico all'evoluzione delle tecnologie della visione?

    Giugno 2010, Luigi Dellatorre