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  • METEO
    "Dove il mondo cessa di essere il palcoscenico delle nostre speranze e dei nostri desideri per divenire l'oggetto della libera curiosità e della contemplazione, lì iniziano l'arte e la scienza. Se cerchiamo di descrivere la nostra esperienza all'interno degli schemi della logica, entriamo nel mondo della scienza: se, invece, le relazioni che intercorrono tra le forze della nostra rappresentazione sfuggono alla comprensione razionale e pur tuttavia manifestano intuitivamente il loro significato, entriamo nel mondo della creazione artistica. Ciò che accomuna i due mondi è l'aspirazione a qualcosa di non arbitrario, di universale."
    Albert Einstein

    Dalla notte dei tempi gli esseri umani hanno avvertito il senso della loro precarietà e dell'incertezza per il futuro. La predizione degli eventi era quindi una pratica necessaria per trarre utili indicazioni circa la via da seguire. Anche i fenomeni atmosferici, che li hanno sempre stupiti ed emozionati, rientravano in questo ambito perchè influivano direttamente sulle loro vite: sulla salute fisica e psichica.

    Attualmente la medicina si occupa degli influssi meteorologici nell'ambito di una branca specifica: la meteoropatia. Ma già Ippocrate, nel V secolo a.C., annotava: "Bisogna considerare l'uomo come un tutt'uno con l'ambiente che lo circonda; analizzare le stagioni, il loro mutare ed evolvere, nonchè la loro influenza sul corpo umano non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche sul versante psicologico".

    Fra i meteoropatici eccellenti, si possono ricordare: Mozart, Wagner, Montesquieu, Voltaire, Balzac, Leonardo e molti altri di cui si narrano le fastidiose patologie. Goethe, anche lui sofferente, scrisse in proposito un saggio sui patimentii causati dalle variazioni barometriche.

    Nel corso del XX secolo la meteorologia ha acquisito metodi scentifici, ed oggi la nostra vita non sarebbe tale senza il suo contributo. Pensiamo a tutte le attività economiche e sociali che dalle previsioni traggono evidenti vantaggi. Ma non solo, anche noi ci domandiamo: che tempo farà domani? Per soddisfare tali richieste sono numerosi e frequenti le informazioni meteorologiche comunicate dai media.

    I giornali quotidiani, dal canto loro, si occupano di ciò pubblicando giornalmente dettagliate cartine meteorologiche. Io, pur avendone viste tante, ne sono stato attratto artisticamente solo quando, con mio grande stupore, ho percepito in modo intenso la stretta relazione intercorrente fra le simboliche rappresentazioni delle cartine meteorologiche, i corrispondenti territori e, quel che più conta, le popolazioni ivi residenti. Relazione in sè tanto evidente quanto singolare la mia meraviglia per la percezione di questa lapalissiana realtà. Ma si sa, l'approccio dell'artista non è sempre lineare e razionale, ma non per questo è totalmente arbitrario.

    Ricollegandomi alle parole di Albert Einstein, direi che il ciclo di opere Meteo si possa considerare come "l'oggetto della libera curiosità e della contemplazione", nonchè del desiderio di trasformare la realtà quotidiana attraverso la sublimazione dell'Arte.

    Ecco allora manifestarsi la volontà di intervenire sulle cartine meteorologiche per deformarle "tirandole" nel senso verticale fino a mutare il loro originario sviluppo orizzontale nel suo opposto; e in spregio alle convenzioni cartografiche dipingere in giallo acido le superfici corrispondenti ai mari. Questi interventi, per quanto minimi, determinano la perdita del loro autentico valore pratico-simbolico per produrne uno nuovo: quello artistico, cioè la manifestazione di un pensiero poetico.

    Se evidente è l'effetto della trasformazione dello spazio geografico rappresentato, meno immediata risulta essere la percezione dell'altra variabile che ha contribuito, in modo determinante, alla realizzazione dell'intero ciclo di queste opere: il tempo cronologico. Cioè quello realmente trascorso durante la mia paziente raccolta delle cartine meteorologiche.

    Un altro aspetto rilevante di Meteo è quello sociale. Talvolta si accusa l'arte contemporanea di essere incomprensibile e lontana dalla gente, perchè preminente espressione delle egocentriche ossessioni degli artisti. In questo caso, credo che le mie ansie artistiche abbiano posto l'attenzione su pertinenti aspettative sociali. Con Meteo, l'arte si intreccia alla vita quotidiana di tutti.

    Nel suo complesso l'insieme dei lavori di questo ciclo è costituio da duecento opere uniche, realizzate con fotocopie parzialmente dipinte con colori ad olio e poi plastificate, le cui dimensioni sono 30,3x21,5 cm. Esse sono state ottenute elaborando altrettante cartine meteorologiche, scelte saltuariamente fra quelle pubblicate dal quotidiano Il Sole-24 Ore nel periodo intercorso fra il 21-05-1997 e il 26-11-1998. Un telo di 3 metri di diametro dipinto ad acrilico, un supporto con la registrazione sonora di eventi atmosferici (temporale, bel tempo, vento, onde del mare) e un ventilatore completano il ciclo delle opere Meteo.

    Novembre 1998, Luigi Dellatorre