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    PUNTO DI PARTENZA
    "Nel mezzo del cammin di nostra vita
    mi ritrovai per una selva oscura
    chè la dritta via era smarrita".[1]

    Attraverso le opere Punto di partenza ho elaborato un tema specificamente autobiografico: le nozze dei miei genitori.

    A quarantasette anni, superata la metà del mio cammino di vita, mi sono ritrovato, com dice il Poeta, "per una selva oscura chè la dritta via era smarrita". Una condizione non metaforica e lirica come quella narrata da Dante, bensì reale e alquanto prosaica. E forse é a causa di ciò che ho avvertito la necessità di esplorare i luoghi mentali del mio inizio evolutivo, cioè del mio Punto di partenza, che non coincide - come si potrebbe facilmente ritenere - con la mia data di nascita (16-11-1953), ma è antecedente. Esso risale - se non cronologicamente, certo nella dimensione emotiva ed esistenziale - perlomeno alla data di nozze dei miei genitori: 10-05-1947. Ma, a ben vedere, non è neppure lì: è più remoto. E' sicuramente relazionato anche alla vita dei miei nonni, le cui tracce variamente diluite sono dentro di me. E non parlo delle ovvie eredità genetiche, ma dell'ingente patrimonio emotivo che da loro, e ancor di più dai miei genitori, ho ricevuto.

    Far risalire il mio Punto di partenza ad una data antecedente alla mia nascita, può sembrare un pradosso cronologico. In effetti è una contraddizione, ma solo apparente perchè è palese che io non sono unicamente il risultato di quello che è avvenuto nella mia vita, ma anche di ciò che è accaduto in precedenza nel mio nucleo familiare.

    Partendo quindi da questo assunto ho ricreato artisticamente le nozze dei miei genitori, ricavando dalle sei foto che le hanno documentate, delle fotocopie con immagini sintetiche ed immagini analitiche. Le sintetiche si riferiscono ad un "taglio" che valorizza gli aspetti più significativi della cerimonia nuziale, sfrondando il superfluo. le analitiche sono invece il risultato della decostruzione delle due foto di gruppo, nei rispettivi personaggi che le compongono. Ad esse, forzando la logica temporale dell'evento e nell'intento di contestualizzare e ricostruire simbolicamente il mio originario nucleo familiare, ho aggiunto le immagini dei tre figli che sono nati da quel matrimonio: il primogenito dei quali, Paolo (31-03-1948 / 27-02-1950), é tragicamente annegato a ventitrè mesi.

    Una particolare circostanza arricchisce di senso le opere Punto di partenza. E' la fruttuosa relazione intercorsa fra il tema trattato e lo spazio scelto per esporlo in anteprima: una chiesa. Infatti il chiesino di San Jacopo, sito nella città di Prato, oggi sconsacrato e finalizzato a spazio espositivo per l'arte, costituisce - per il suo valore simbolico e per il suo passato di luogo sacro, sede anche di matrimoni - l'ambito ideale nel quale ricreare una cerimonia nuziale.

    Il ciclo di opere Punto di partenza, realizzato per essere esposto con modalità installativa, è stato prodotto nell'ottobre del 2000. Esso si compone di tre light boxes (con differenti percezioni delle immmagini nelle modalità accese/spente), trentacinque fotocopie fronte/retro dipinte con colore ad olio, plastificate e montate su basi di silicone, e silicone ed acciaio inox, una foto, tre basi si silicone per uova, una passatoia rossa, un mazzo di garofani bianchi ed un dispositivo per la riproduzione sonora dell'Ave Maria di Schubert cantata da Luciano Pavarotti.

    Novembre 2000, Luigi Dellatorre

    [1] Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno, canto I° 1-3.