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    SGUARDI ASTIGMATICI: DONNE PATINATE
    Sguardi astigmatici: donne patinate è il titolo di un ciclo di opere fotografiche, che trae origine dal fascino seduttivo delle modelle riprodotte sulle pagine pubblicitarie delle riviste, i cui volti mi hanno affascinato stimolando la produzione di questi lavori.

    Il mio approccio fotografico alle immagini delle modelle, si é caratterizzato come un atto salvifico che, attraverso l’arte, ha dato una vita significativa e duratura a immagini nate effimere. Il riferimento all’azione salvifica non va inteso solo in termini metaforici, ma anche reali, perché una parte delle foto le ho scattate a pagine di riviste che ho prelevato dai contenitori della carta da riciclo: sono immagini realmente salvate dalla distruzione e dall'oblio.

    Nel fare le fotografie ho privilegiato i seguenti criteri: accurata scelta dei soggetti, selezione di particolari significativi, uso deformante degli obbiettivi fotografici, riprese angolate e impiego di filtri colorati. Un repertorio tecnico specificamente fotografico che ha escluso, non per contrarietà, l'uso di elaborazioni digitali.

    Questo tipo di approccio, corroborato dagli “sguardi astigmatici”, mi ha permesso di alterare i volti delle modelle, affinché assumessero nuovi aspetti e significati. Gli “sguardi astigmatici” sono la conseguenza del mio reale difetto visivo, l’astigmatismo, che mi provoca una visione sfocata che rende difficoltosa la messa a fuoco della mia macchina fotografica manuale. Tale limite l’ho intenzionalmente assecondato per caratterizzare i lavori; in alcuni casi ho incrementato la sfocatura dei soggetti per aumentarne l'alterazione.

    I lavori Sguardi astigmatici: donne patinate li ho realizzati accostando due differenti stampe fotografiche della stessa modella, per attivare una pluralità di sguardi che interroghino l'osservatore. In pratica le opere le ho prodotte con un rudimentale "fai da te", inserendo le stampe tra due lastre di plexiglass e fissandole con del silicone trasparente. In oltre la metà di esse, per garantire la stabilità degli accoppiamenti, ho applicato anche piccole viti perimetrali.

    Dal punto di vista tecnico gli assemblaggi ottenuti con il "fai da te" non sono risultati sempre soddisfacenti, ma in mancanza della disponibilità economica per produrre correttamente le opere in un centro specializzato, ho preferito sacrificare le loro qualità formali alla irrinunciabile priorità espressiva che mi urgeva.

    Il ciclo di lavori Sguardi astigmatici: donne patinate, realizzato fra giugno e ottobre del 2002, é costituito da quaranta opere bidimensionali: ventotto verticali di 48 x 36 cm e dodici orizzontali di 36 x 48 cm: tutte le opere sono pezzi unici.

    Ai lavori citati si aggiunge l'installazione Sguardi astigmatici: donne patinate #41. Pesca miracolosa! che esemplifica la "pesca" di una Gioconda ridanciana - trasformata in Gioconda-pesce - da 150 pagine di pubblicità con avvenenti modelle, per restituirla all'Arte alla quale è stata sottratta da una pubblicità che le ha deformato il volto. Le dimensioni indicative dell'installazione sono: 280 x 290 x 260 cm.

    Era inevitabile che la pubblicità si impadronisse della Gioconda! Infatti, nel realizzare questi lavori, mi sono imbattuto in una che le ha attribuito un volto ridanciano per utilizzarla ai propri fini. In tale circostanza ho sentito che il mio dovere di artista era di intervenire per reinserirla nell'Arte, realizzando un'opera a Lei dedicata; opera che, malgrado le mie buone intenzioni, potrebbe apparire irrispettosa del celeberrimo capolavoro.

    Ottobre 2002, Luigi Dellatorre