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  • LUIGI DELLATORRE - BACK FROM NEW YORK
    Il lavoro Back from New York di Luigi Dellatorre, comprende una serie di opere da lui realizzate dopo un soggiorno in quella città nel 1993.

    Si tratta di collages che hanno come sfondo la bandiera americana. L’effetto visivo é di notevole rilievo; come in una giostra le immagini si susseguono vorticose richiamando attenzione, ma dopo un po’ che osserviamo avviene uno strano azzeramento percettivo.

    Ci si può soffermare o scivolare via (d’altronde non é questo l’effetto che produce la quantità enorme di informazioni di una città?) e, sulla scia di un ipotetico “zapping” o “blob” televisivo si passa in rassegna tutta una sequenza di input visivi. Dellatorre ha raccolto come in un diario, materiali diversi tra i quali frammenti di carta, ritagli di giornale, foto, ecc, combinati in modo tale da produrre un effetto cromatico di forte contrasto.

    Il contesto ci testimonia quanto l’artista si sia nutrito ed abbia assimilato la cultura urbana di massa di una città come New York, città “bulimica”, città del “tutto o niente”. Dellatorre ha voluto creare, mediante frammenti pinzati da punti metallici, un effetto decorativo d’insieme, ma ha anche voluto esasperare la valenza oggettuale dell’opera. I punti metallici allora hanno assunto valore simbolico: punti come sutura di ferite inferte al tessuto urbano, alla pelle della città. Punti dal freddo metallo, come sono freddi a volte i rapporti di scambio fondati sul mero interesse, sul profitto che mette sullo stesso piano oggetti e persone nell’ambito dei riti mercificatori quotidiani.

    Il valore però non va ricercato nella novità del messaggio, “ben altri - afferma lo stesso Dellatorre - hanno già indagato e descritto questa realtà”. L’importanza sta nel tentativo di elaborare, comunicando con immediatezza, un’azione psichica che ci dia una testimonianza organica “del complesso vortice di segnali che, ininterrottamente, questa antropofaga e stupefacente metropoli emana”.

    Novembre 1994, Stefania Carrozzini

    Testo in catalogo Back from New York, 1995